E se Merry Christmas fosse il Dogtooth italiano?

E se Merry Christmas fosse il Dogtooth italiano?

Per un millennial, le date sul calendario dell'Avvento coincidono sostanzialmente con un rito apotropaico contro potenziali intromissioni del Sacro sulla strada che conduce al giubilo profano della Vigilia: la visione dei cinepanettoni. Per quelli come me in particolare, nati alla metà degli anni '90, il duo Boldi-De Sica ha letteralmente sostituito la coppia presepiale bue-asinello come reliquia della propria infanzia, una sorta di feticcio in grado di farci rivivere la magia spensierata di quegli anni prepuberali, di quegli ultimi vagiti dell'ottimismo consumista da noi assaporato solo di sguincio. Di quei tempi in cui una famiglia medio-borghese, per quanto civile e illuminata, non si poneva limiti o apprensioni di sorta nel sottoporre figli di età scolare a una proiezione continua da incubo kubrickiano a base di volgarità, tette, culi, misoginia, omofobia e tante altre devianze oggi sulla blacklist del socialmente accettabile, ma ai tempi bypassate come bonaria goliardia. Quest'anno, non immune al fascino consolatorio di questa banalità del male, ho deciso di annaspare nel mio brodo riprendendo il primo vacanze di Natale visto in sala: Merry Christmas (2001). Colto da megalomania cinefila, mi prefiggo uno sguardo alternativo rispetto al mero appagamento nostalgico con un risultato sconvolgente. Sì, perchè Neri Parenti arrivò, prima e meglio di Lanthimos, a rappresentare l'epitome perfetta della società patriarcale, conferendo a questa pellicola un valore documentaristico oggi preziosissimo.

De Sica & Paula Vázquez

Quell'irriducibile libido esotista: la straniera procace perchè libera dalle regole sociali italiane (famiglia, morale, controllo)

"Fidate, le italiane in vacanza so' le più troie"

Come non rivedere in controluce nel Fabio Trivellone di De Sica il pater familias di Dogtooth (2009)? Quel suo voler tenere confinate nel recinto delle camere d'albergo le sue due famiglie, lontane dalla Verità lì fuori, dalla sua poliginia occulta, salvaguardando l'ordine domestico e le buone apparenze in società. Come non rivederci il medesimo controllo tirannico sulla sessualità dei figli? Accettata e incentivata quella del figlio; repressa e rigidamente sorvegliata quella della figlia. Ed è proprio qui che sta il cuore della questione, perchè quella che viene messa in scena come semplice apprensione di un padre, è implicitamente difesa dello status quo. La libido soddisfatta del maschio, intesa come narcotico delle pulsioni più dirompenti, e l'inibizione di quella della ragazza contro possibili derive ribellistiche. È questa la perfetta rappresentazione dell'androcentrismo nel Mondo di Ieri: l'appagamento dell'uomo che non può esser ridotto o frustrato col rischio di sfociare in tensione, nervosismo se non in violenza o, in altre parole, rivolta contro l'Autorità; la curiosità sessuale della donna che, se soddisfatta, conduce al potere dell'immaginazione, al vaglio di alternative, al "pensare fuori dal recinto", in altre parole, alla fine dell'ordine sociale così come concepito.

In Kynodontas il linguaggio viene manipolato per distorcere la percezione del mondo esterno dei figli, creando una realtà artificiale e chiusa. Chissà che non siano state le stesse condizioni del microcosmo in cui è venuto su il giovane Comandante Trivellone, incapace di esprimere a voce piena la parola "profilattico", come se fosse una reticenza ereditata da un padre a sua volta plagiato dal tabù del sesso nel pubblico dibattito. Perchè Merry Christmas, e quindi il Mondo di Ieri (quello degli anni '2000), è anche questo: sesso dichiarato, millantato, vagheggiato, alluso, ma mai esplicitamente esibito. I personaggi cinepanettoneschi sono erotomani col chiodo fisso di un'azione meccanica che somiglia più a una battuta di caccia piuttosto che a qualcosa che abbia a che fare con la sfera dei sentimenti. Le donne vengono ridotte a prede di guerra, da esibire come trofeo con i compari, dimostrando di dominare il Sistema senza esserne succubi. Come nel film di Lanthimos, anche qui gli affetti hanno ragione d’esistere solo come complemento di facciata nella famiglia borghese, venendo sistematicamente dissimulati se associati all’attività fallica. Non è un caso che l’unico episodio di esternazione affettiva del Trivellone si manifesti nel momento delle scuse, una volta messo alle strette e spalle al muro; e non è un caso che quel momento corrisponda con la diserzione definitiva delle sue famiglie. È l’epilogo del patriarca, la caduta della sua aura fallocentrica, una dichiarazione di vulnerabilità come pietra tombale del suo ruolo egemonico.

De Sica & Emanuela Folliero

La più rassicurante, perchè "costumata" e angelicata, bellezza italiana

Di qui la tragicità del seduttore cinepanettonesco: De Sica, sia attore che personaggio, non riesce a uscire dalla maschera priapesca affibiatagli nel copione e dalla società. Ogni qual volta che cerca di uscirne, finisce per risultare farsesco, ridicolo, in ultima analisi, pietoso. La differenza fra il prodotto DOC della comicità nostrana e la pellicola greca sta in questo: tanto straniante e raggelante è la sceneggiatura ellenica, tanto grottesca, e quindi ancor più disperata della tragedia stessa secondo l'umorismo pirandelliano, quella italiana. Quello che sembra un ecosistema fatto su misura per il maschio, è in realtà la sua stessa gabbia, un copione con cui deve costantemente confrontarsi per dimostrarsi all'altezza nel pubblico agone. Mi sono spinto troppo oltre le valutazioni possibili su un film del genere? Può darsi, quel che però è certo è che i Vacanze di Natale hanno perso adesso totalmente (se mai l'avessero avuta) una propria consistenza cinematografia, venendo valutati solo in virtù del loro valore documentaristico, per non dire 'folklorico', al di là della riuscita delle gag, sempre troppo chiamate e prevedibili. E forse oggi, Merry Christmas ci raccontà più di quell'epoca di un Le Fate Ignoranti o L'Uomo in più (ndr. usciti nello stesso anno, 2001).


Merry Christmas - DVD

Commedia di Neri Parenti

La Feltrinelli