Galassia Club - Eroi
Vogliamo parlare di supergruppo? Forse non è del tutto fuori luogo, perchè il progetto Galassia Club, già noto al pubblico grazie ai due precedenti album post-covid (l'omonimo debutto, Galassia Club, 2020; e La Somma delle Parti, 2022), vede radunarsi e snaturarsi (in realtà solo fino a un certo punto) sotto la stessa bandiera il bassista e co-produttore dell'ultimo disco di Jesse The Faccio, Tommaso Zoppello, il batterista dei Post-Nebbia, Giovanni Dodini, e il chitarrista dei Seville, Sebastiano Nalin. Tornano ora con un conciso EP, poco più di un quarto d'ora, il tempo massimo insomma che meriterebbe l'epopea degli "Eroi" che danno il nome al disco. Come l'astuzia per Ulisse e l'imbattibilità per Achille, la prerogativa degli eroi contemporanei è il saper restare a galla, nonostante tutto. Siamo noi gli eroi dell'EP: omologati, usurati, stereotipati, “in bilico fra il nulla e qualcosa di più”. Non c'è niente di glorioso nel presente, può esserci solo orgoglioso stoicismo.

Accolti quasi, presumo, ironicamente da un'introduzione elettronica di enfasi straussiana (come se ci fosse qualcosa di grandioso da celebrare), vieniamo subito rimessi al nostro posto, incanalati in un tunnel caleidoscopico di cinque tracce, in perenne alternanza tra visioni hypnagogiche, massiccio uso di pad vaporosi da piena chillwave (protagonisti assoluti del lavoro), allucinazioni sintetiche un po' city pop, fino a toccare atmosfere videoludiche di fine anni '80 (In Bilico, almeno da un punto di vista dell'arrangiamento, è davvero la "chiave di volta" dell'opera). Per certi versi l'operazione riporta concettualmente alla mente il recente Post-Mortem de I Cani, con le differenze del caso almeno in materia di arrangiamenti, quasi mai così votati a dimensioni psych nei lavori di Contessa. Ma il punto è questo: con la piena consapevolezza della dimensione pop del progetto e senza opporsi al concetto di radio friendly, Eroi riesce nella nient'affatto scontata impresa di veicolare un messaggio impegnat(iv)o in modo chiaro e diretto senza abdicare mai alla vocazione melodica e trance, evitando al contempo quello che definisco l'insidioso "rischio TikTok" (quasi sempre dietro l'angolo in questo genere di produzioni).

Nel perenne gioco del guardare al passato per proiettarsi nel futuro, fatto proprio da MGMT, Tame Impala, Foster the People e tante altre band illustri precedenti, i Galassia Club offrono all'Italia la versione lisergica del suo stesso songwriting più tradizionale, in contiguità con altri progetti contemporanei dei nostri lidi, non ultimi i Vanarin e Cosmo.