Katana Koala Kiwi - Il Territorio delle Meduse

Katana Koala Kiwi - Il Territorio delle Meduse
7.2

C'è un'altra band italiana che in passato era già ricorsa all'immagine delle meduse come correlativo oggettivo dei propri malesseri: i Verdena. Come in Solo un Grande Sasso, anche qui non sembra esserci un vero e proprio tema, quanto piuttosto, appunto, un 'territorio', una zona psichica e umorale. Anche qui, come nel 2001, lo spirito splenetico è prestato a una sorta di grandeur compositiva, fatta di arpeggi malinconici e spazialità sonora, di lamenti che si fanno grida subitanee, di arrangiamenti che si avviluppano su sè stessi come a creare un'impalcatura del disagio. Il primo full lenght dei Katana Koala Kiwi ha diversi punti di contatto con il loro EP dello scorso agosto, ma ora il piede viene spinto più a fondo sull'acceleratore espressivo della bile nera. E non passa molto tempo prima che ce se ne renda conto, perchè il disco apre immediatamente con una cantilena che ricorda un canto popolare di guerra e un incedere marziale che più luttuoso non si può.

Noia Vampira ricorda a suo modo proprio le prime power ballad verdeniane, ma già dal finale della traccia, e poi definitivamente nella successiva Tornare a Casa, si palesa più chiaramente l'humus di provenienza della band: le stilettate math, gli arpeggi dolceamari e i ritmi compositi di tanto midwest emo americano, giunto sulle nostre coste in presa diretta da relativamente poco, ma che affonda le radici negli anni nostrani dei Fine Before You Came. Tutta la parte centrale del disco conferma questo trend: Truccare la Realtà non Potendo Cambiare il Mondo lo fa con un incedere più pesante, Strade Private in tono più elegiaco, Sul Fondo del Fiume prova a virarlo verso il gaze (pur mancando della verve psichedelica necessaria). La coda dell'album sembra, un po' inaspettatamente, deviare verso atmosferee più rasserenate (certo, sempre a loro modo) con ballad ad accordi aperti e melodie lineari. Concettualmente siamo davanti al classico prodotto della 'Provincia' italiana: la vulnerabilità esposta a un ambiente emotivamente opprimente, il disagio generazionale e tante altre eredità degli anni '90. Ma il vuoto lasciato da Verdena e Fine Before You Came andava comunque colmato per dare allo spleen post-adolescenziale una veste rinnovata, quella degli anni '20.