Un Brasiliano a Roma, o come ho riconsiderato la mia visione del mondo
È una giornata relativamente placida di febbraio quando una scossa tellurica sconvolge l'universo meme del mondo social. Il profilo di Massimiliano Minnocci detto il Brasiliano, un eroe dai Campi Elisi del trash nostrano che non necessita presentazioni, fa trapelare un manifesto elettorale che lo candida a sindaco di Roma per la lista civica 'Borgate e famiglie'. L’evento non è straordinario di per sé: abbiamo gli anticorpi forti ormai come popolo, dopo anni di tentati raid politici da parte dei personaggi più disparati. Da Gerry Scotti, alla Zanicchi, passando per Bracconieri, Bud Spencer e l’arcinota Cicciolina: tutto si può dire, meno che il nostro non sia un Paese aperto alla 'sperimentazione'. Trovare però un termine di paragone alla scelta di Lord Minnocci, e cioè al tenore della proposta, significa solo dover attraversare l’oceano. Come non tornare con la mente a quella bellissima allucinazione collettiva: il pacatissimo sindaco di Knox County, laureato in lettere e campione dei pesi massimi (e no, non in senso metaforico).

Insomma il brasiliano sindaco sarebbe l’ennesimo tassello del multiverso, l’ennesimo meme incarnato e ci porterebbe un passetto più vicini verso quel sempre più sospirato Kali Yuga. Sarebbe. Perché purtroppo è tutto finto: non esiste nessuna lista 'Borgate e famiglie' e lo stesso slogan “pezzi a metà prezzi", per quanto assolutamente nel personaggio, non lasciava presagire nulla di diverso. La motivazione dietro queste poche righe va ricercata da tutt’altra parte: nella sensazione di stanchezza che la visione di quel manifesto ha suscitato nel sottoscritto.

Dopo anni passati a svilire e denigrare la generazione del baby boom per quella sua inossidabile allergia al fact checking, ci ritroviamo in un mondo dove è sempre più difficile distinguere il reale dall’AImmaginario, dove passiamo minuti interi a guardare onlyfanser non tanto per sollazzarci, ma per capire se sono davvero esseri umani; dove Kirk, Epstein e Bossetti sono attori di Fast and Furious; dove le forze dell’ordine ritoccano le foto. Se fruire un contenuto diventa sempre più un atto di fede, l’unica via di fuga diventa una sorta di agnosticismo digitale. In questo mondo il brasiliano sindaco di Roma non è meno verosimile di tantissima altra roba: non è una cosa difficile da verificare, semplicemente non se lo merita. In fin dei conti sarebbe bello avere come sindaco della Lupa un cane della Malesia.