Picture Book, il debutto soul e operaio dei Simply Red

Picture Book, il debutto soul e operaio dei Simply Red

Manchester a fine anni '70 era una città particolare. Come motore della rivoluzione industriale, con le sue periferie inguardabili e il martellamento quotidiano dell’industria pesante, era un centro ricettivo ai suoni futuristici delle band oltreoceano come i Devo o i Pere Ubu, e non a caso venne scelto da Burgess per la distopia di Arancia Meccanica. Ma Manchester, roccaforte del radicalismo operaio, fu anche tra le prime città a entrare nell’era post-industriale: la ricchezza era evaporata, lasciando dietro di sè solo un contesto desolato in balia di speculatori e pianificatori urbanistici senza scrupoli. Non è un caso che questo centro, sul finire del decennio, divenne la patria dei Joy Division e dei The Fall, le band che più liricizzarono quel tipo di atmosfera decadente. Cinque anni più tardi la scena musicale era evoluta in qualcosa di diverso: gli Smiths, i New Order, i James raggiunsero un importante riconoscimento mainstream senza i toni barricadieri del punk o solenni di Ian Curtis. Ma mancuniani erano anche i Durutti Column (il nome derivava, sempre non a caso, da una brigata di rivoluzionari guidata durante la Guerra Civile Spagnola dall'anarchico Durutti); un nome decisamente incongruo per una musica così delicata, tessuta da intrecci di chitarra filtrati dall'Echoplex e suonata con la punta delle dita. In questa formazione militavano il bassista Tony Bowers e il batterista Chris Joyce che sarebbero poi confluiti nei Simply Red.

Sembra oggi un paradosso, ma i Simply Red, la band più sfacciatamente commerciale della scena mancuniana dell'epoca, si formarono inizialmente grazie a un concerto dei Sex Pistols. Il cantante, Mick Hucknall, dopo il concerto del '76, iniziò la sua sperimentazione musicale con i Frantic Elevators, una band che fece molto rumore e pubblicò solo 4 singoli oggi difficili da trovare (tra cui l'originaria versione di Holding Back the Years). L'idea era di quelle iconoclaste: più che punk, erano dei parodisti del punk, ma in pochi capirono la battuta, a detta dello stesso Hucknall:

"Usavamo un assolo di chitarra all'improvviso e senza logica, solo per mostrare quanto fosse stupida tutta la faccenda"

Il gruppo si sciolse nel 1982, convincendo Mick sul tipo di musica che non avrebbe più suonato. "Ho pensato che avrei preferito provare a fare qualcosa di diverso dal rock , che senso ha fare quel genere quando ci sono mille altre band che fanno la stessa cosa?". Iniziò così a studiare musica pigmea e marocchina assieme a Fritz McIntyre, un pianista con radici nella musica gospel, ascoltando al contempo Charlie Parker, John Coltrane, Miles Davis, James Brown e Marvin Gaye.

La voce si sparse in fretta e si iniziò a parlare di Hucknall come “uno dei migliori cantanti del soul bianco”, nonché “la voce più prodigiosa della Motown”. Mick era un uomo dichiaratamente di Sinistra, che mal sopportò la Thatcher e tutto ciò aveva rappresentato. Il clima radicale e operaio in cui crebbe subentrò pesantemente nel primo album della band, Picture Book (1985), ma la loro street credibility era agli antipodi dell'immaginario punk di sputi e borchie, prediligendo piuttosto i maglioni di lana alla Tin Tin. Nel loro album di debutto i Simply Red saccheggiarono il soul e il blues di Chicago per raccontare il clima politico britannico dell'epoca, caratterizzato da forti tensioni sociali e disoccupazione; un j'accuse contro Margaret Thatcher, ritenuta da loro e dalla working class, la responsabile dello smantellamento dello stato sociale. Ma a differenza del punk e del 'no future', la loro musica non era alimentato da ipocrisia e rabbia. Le canzoni della setlist parlano di tempi difficili, di problemi e recessione, ma la voce qui non urla. Per Hucknall l'anarchia presentava dei limiti: "Il punk ha fatto molti danni perché era anti-musicale". Adottò invece un approccio simile alla sua pittura (Mick aveva studiato arte in Accademia), prediligendo la disciplina di de Kooning alla follia sanguinolenta di Pollock. 

Picture Book si apriva con il funk di Come to my Aid, un'esplorazione nel tema del disagio economico e del sempre più precario sistema previdenziale, così come l'embleatica No Direction. Nel chorus di Jericho la band, cresciuta in povertà con la visione delle file per il sussidio di disoccupazione, cantava: "If you ain't rich, then you won't go to the ball". Money's Too Tight (to Mention) era un brano dei Valentine Brothers, un duo funk di Los Angeles, che raccontava della vita ai tempi di Reagan: Hucknall sentì il brano quando lavorava come DJ in un club e pensò di interpretarla come una protesta contro le politiche della Thatcher. Beninteso, Picture Book rappresentava un'eccezione anche per il soul: i testi erano sempre elusivi e aperti all'interpretazione personale, a differenza delle canzoni più classiche del genere che tendevano a trattare argomenti specifici e con meno riflessi politici. Il lavoro tuttavia si rivelò un successo a sorpresa, diventando disco di platino in Europa e negli Stati Uniti: la band superò a livello di vendite i propri compatrioti New Order e The Smiths, ma la critica rimase tiepida nei loro confronti. Robert Christgau scisse su The Village People:

In questo album ci sono soltanto due vere canzoni — una di David Byrne e una dei Valentine Brothers — ed entrambe la band le fa completamente sue. E fino agli ultimi 2 brani i soulster britannici riescono a reggere tutto soltanto con atmosfera e groove, peraltro quasi senza nemmeno una canzone d’amore.

Il risentimento per la politica dell’Iron Lady continuò a farsi fino all'album A New Flame ("Ha indotto il nostro popolo a credere nell'illusione che l'Impero fosse ancora lì, quando invece era ormai fottuto dal 1948. Non direi di essere una persona patriottica, ma amo l'Inghilterra, e il posto è un disastro"), ma già nel successivo Stars (1991) la band ripiegò su ballad dal tono casalingo sull'onda del loro successo commerciale sempre più straripante. Eppure Picture Book, anche a 40 anni di distanza, rimane una perla degli anni '80 britannici, praticamente un concept album sulle ingiustizie sociali, capace per la prima volta di coniugare il soul bianco con tematiche cogenti dell'attualità.