Cooper and the Night Owls - Cooper and the Night Owls

Cooper and the Night Owls - Cooper and the Night Owls
7.0

Non sarà un'impresa rabdomantica indovinare tra le influenze extra-musicali di questa band nuova alle scene una particolare devozione alla serie di David Lynch. Lo urla il nome stesso, ribadito persino nel titolo dell'album di debutto, quasi a voler scansare ogni dubbio (come se ce ne fosse bisogno). Per dirla tutta, neanche l'intro sembra voler giocare a carte coperte, al punto che potreste mutare un episodio della prima stagione di Twin Peaks e ascoltare in sottofondo le voci spettrali e i bassi minacciosi di Atomik per dargli un taglio più contemporaneo. Il lavoro di questo complesso (che forse si potrebbe definire 'supergruppo', viste le esperienze precedenti dei membri tra realtà come Maseeni, Weird Bloom, Lilies on Mars o Nairobi), tuttavia, si ascrive al più ampio movimento di riconsiderazione del post-punk e delle atmosfere gotiche in atto ormai da qualche anno in Europa. Non fraintendete però: la tracklist è meno monolitica di quanto possa apparire in questo incipit. I condimenti sono vari e l'unico leitmotiv persistente è un animo psichedelico che sembra risucchiarti in un incubo tanto claustrofobico quanto variopinto e seducente.

Alle chitarre surfeggianti dell'inizio rispondono i ritmi motorik di The Owls, alle atmosfere più dreamy e indie alla Mac deMarco di Fire Walk with Me (altra 'vaga' citazione lynchiana) fanno da controcanto i passi funkeggianti e un po' angolari alla Gang of Four di Pistacchio, fino alla lisergica ballad Cooper. Il disco a tratti suona piuttosto retrospettivo, ma risulta interessante non tanto per visionarietà, quanto per la capacità divertita e giocosa di fondere diversi linguaggi ormai storicizzati in uno stesso calderone. Il risultato finale è un lavoro che si veste di stivali neri, giacche militari e matita nera sbavata sotto gli occhi nello stile di fine anni '70, ma si fa fotografare in posa con una moderna mirrorless. Non lasciatevi ingannare, la screziatura old style è solo una patina. Insomma, una buona variazione sul tema, se non altro demistificante, in una scena che, almeno in Italia, tende spesso a esser fin troppo filologica.