Melancholia - I Figli della Pioggia

Melancholia - I Figli della Pioggia
6.5

Sei anni fa su di loro ricaddero aspettative altissime grazie alla loro scintillante presenza negli studi di XFactor, ma anche a causa dell'ormai difficilmente scrollabile etichetta di protégée di Manuel Agnelli. Aspettative che si spensero piuttosto velocemente dopo l'uscita del loro primo album (What Are You Afraid Of?, 2020), un lavoro che a più voci sembrò sconfessare sensibilmente tutto ciò che di originale e coraggioso la band aveva mostrato nell'ambito del talent show. Nel mezzo un EP (Sleep Mode, 2022) che definì più compiutamente la loro traiettoria synthpop aggiungendo qua e là asperità di sorta. Il secondo nuovo EP si assesta su quelle frequenze, anche se con un pop più canonico, intinto di wave, che sembra guardare con occhio rapace al mercato delle playlist e delle serie TV.

Tra tastiere anni '80 che si esibiscono in svolazzi sbarazzini e incessanti ritmi liquid drum & bass dallo spudorato sapore retro-futurista anni 2000, la band intesse in Arya e Schifo appiccicosissime melodie tutte drammi e zucchero filato che parlano di attacchi d'ansia e disagio (senza la paura di scadere nel cyber-trash con l'abuso dell'autotune nei finali). Così, dopo una ninnananna glitch come Millelame, ascoltiamo le prime schitarrate realmente suonate alla penultima traccia, praticamente una dichiarazione d'amore alla discografia di Elisa con assolo di rant finale che, ecco, sembra già pronta per una rassegna festivaliera. A quel punto, dopo un secondo ascolto di tutta la scaletta, si riapprezza ancor di più l'outro come spazio realmente intimista e accorato. La produzione sonora è comunque di una certa qualità e la voce della Alessi si staglia come sempre con una invidiabile presenza, ma il lavoro sembra privo di particolare audacia nella sperimentazione e di singoli in grado di andare oltre la propria data di scadenza.