Riscoprire i Swervedriver: i demo di Raise a 35 anni dall'uscita

Riscoprire i Swervedriver: i demo di Raise a 35 anni dall'uscita

L'americana Outer Battery Records ha rilasciato un'edizione speciale in occasione del 35esimo anniversario di Raise, folgorante debutto degli oxfordiani Swervedriver. Si tratta di una raccolta d'archivio che raccoglie i primi storici demo del 1991, una selezione di B-Side e rarità dell'epoca che conferiscono all'opera un valore significativo per i posteri, restituendo con chiarezza la fotografia di una delle più sintomatiche forzature filologiche legate al fenomeno shoegaze. Non è un caso che lo stesso Adam Franklin, frontman della band, si è trovato recentemente a dichiarare:

"Su Spotify trovi Swervedriver e Lush sotto la dicitura di 'artisti simili'. Io penso che la nostra band ricordi molto più i Dinosaur Jr. ma, stando almeno a quanto riporta Wikipedia, siamo due generi diversi"

Ma facciamo un passo indietro per ripercorrere le origini di questo fraintendimento storico. Tutto iniziò a fine anni '80, nella cosiddetta Valle del Tamigi (un'area del Sud Est britannico compresa tra i centri di Oxford e Reading), dove emersero nello stesso periodo band come Ride, Chapterhouse, Slowdive, e appunto Swervedriver. Non è chiaro quali fossero realmente i semi che resero questo piccolo centro universitario a un'ora da Londra un terreno così fertile per la fioritura della prima ondata shoegaze, ma ciò bastò alla stampa per giustificare il raggruppamento di tutte queste band, malgrado le differenze, sotto la stessa classificazione.  

I Swervedriver, ad esempio, si distinsero subito come la band più vigorosa e muscolare della scena. Ciò suonava piuttosto evidente sin da quando la Creation li sottoscrisse nel 1990 per il loro primo EP dall'eloquente titolo Son of Mustang Ford, un nome che esprimeva tutta la loro attrazione per l'immaginario alla T-Rex della velocità senza meta sulle highway americane: "Saliamo in macchina e vediamo cosa ci riserva la strada più avanti" (cantavano in Pile Up, 1990). La loro formula musicale era del tutto peculiare, basata sulla curiosa commistione di un tiro ritmico lineare e andante con uno straripamento laterale dettato da chitarre magmatiche e vischiose, come una muscle car lanciata a tutta velocità con sospensioni e sterzo volutamente fuori controllo. Non è un caso che la band inizialmente si propose alla Blast First, label allora nota per la distribuzione in UK di Sonic Youth, Dinosaur Jr. e Butthole Surfers, salvo poi ripiegare sull'etichetta che aveva lanciato i loro concittadini Ride, la Creation di quell'Alan McGee che dichiarò:

«Li ho sempre adorati. Ma non sono sicuro che fossero shoegaze: per me erano semplicemente rock and roll»

Raise alla sua uscita non ebbe il riscontro atteso, ma si impose sulla lunga distanza con ogni probabilità grazie alla sua vocazione meno androgina rispetto al movimento britannico e nettamente più orientata verso il grunge. La sfilata che parte da Sci-Flyer e finisce con Deep Twang, transitando per le psichedeliche Sunset e Lead Me Where You Dare, offrono una carrellata di bassi robusti, un ricorso massiccio (e del tutto atipico al genere) del wah wah, cori di voci all'unisono e dinamiche vertiginose. Benchè la copertina del disco si adeguasse agli stilemi del filone, dominato da figure astratte dai tratti onirici, come immagini provenienti da stati di semi-coscienza, le loro canzoni evitavano le tematiche strettamente legate al 'sogno' o allo stato soffuso della trance. Per molti non avrebbero mai dovuto essere associati alla scena shoegaze fin dall'inizio e non è un caso che il loro sound fu meglio recepito in America, dove la band andò in tour assieme a formazioni come Soundgarden e Smashing Pumpkins.

La stessa band sembrava avere un feeling particolare con il pubblico a stelle e strisce, come dichiarò il chitarrista Jimmy Hartridge:

"Gli americani vanno ai concerti per sentire i gruppi, mentre in Inghilterra un sacco di gente in realtà legge delle band sui giornali più di quanto le veda dal vivo, poi vanno a vederle e sono spesso un po' distaccati e freddi. Gli americani sono molto più entusiasti e positivi tutto il tempo"

A dare una scorta alla selezione di demo, effettivamente, salta all'orecchio la prima versione di Flawed, così reminiscente dei Dinosaur Jr. nelle sue plettrate graffianti e sbracate, quasi ulteriore testimonianza di quanto fosse stato determinante per quella generazione britannica il tour sulla Manica del 1987 di J Mascis e compagni. I provini di Feel So Real e Deep Seat risentono del sound sognante e agrodolce degli Hüsker Dü; Sci Flyer e Mustang fanno mostra di distorsioni intense e granulosissime, riproponendo quel mix estremamente compresso e inscatolato tipico delle produzioni americane della seconda metà degli anni '80.

Dopo il 1993, con il progressivo affermarsi del grunge e poi del britpop e il conseguente screditamento dello shoegaze, molte band della scena cominciarono a virare verso altre direzioni, a partire dai Ride per arrivare fino ai Chapterhouse che osarono persino registrare musica elettronica e dance in risposta alla moda baggy del fenomeno Madchester. Non furono da meno gli stessi Swervedriver, che ridussero i propri riferimenti americanofili (mai più così lampanti come in questa raccolta di demo) per emulare i suoni britannici allora in voga, guadagnandosi ottime recensioni nel Regno Unito, ma perdendo il sostegno della loro etichetta statunitense.