Stoned Jesus: "Non siamo solo musicisti, dobbiamo aiutare il popolo ucraino"

Stoned Jesus: "Non siamo solo musicisti, dobbiamo aiutare il popolo ucraino"
🇬🇧 View the English version

Sulla carta, la parola "trilogia" evoca spesso ambiziosi concept narrativi o complessi teoremi intellettuali, tipici di tanto prog rock. Nel caso degli ucraini Stoned Jesus, invece, la materia prima risponde a urgenze più viscerali, umane e imposte dal peso della storia contemporanea. Nato dalle ceneri dell'isolamento pandemico, il nuovo lavoro discografico della band per Season of Mist — parte del più ampio progetto suddiviso nelle orbite sonore di Songs to Sun, Songs to Moon e il futuro Songs to Earth — è giunto questa settimana al suo secondo capitolo. In questa lunga e intima conversazione, il frontman Igor Sidorenko ci racconta il percorso dietro la lavorazione di questo nuovo album, tra l'incessabile esigenza di reinventarsi e l'impatto devastante che la guerra in Ucraina ha avuto sulla loro vita. Il ritratto che ne emerge è quello di una band che non usa il palco solo per riff di chitarra, ma come cassa di risonanza per la solidarietà e la Verità. Qui di seguito il nostro scambio con Igor:


La vostra trilogia è stata concepita passando da Songs to Sun a Songs to Moon, per poi concludere infine con Songs to Earth. Qual è il filo conduttore di questo percorso?

Bella domanda, in realtà non c'è un concetto lirico che li leghi, è più una questione di sound. Durante la pandemia ho scritto moltissimo e la precedente formazione dei Stone Jesus si stava disgregando, quindi tutto quel materiale alla fine è rimasto lì a prendere polvere. Un paio di anni fa ho ripreso in mano questo materiale e mi sono reso conto che poteva essere diviso in tre gruppi. Alcune erano parecchio pesanti, aggressive e dirette, altre più cupe, introverse e delicate. E poi c'era una serie di idee che erano canzoni non finite, ma con cui si poteva fare qualcosa. Essendo io un grandissimo nerd, ho pensato di farne una trilogia: adoro quando le band fanno cose del genere, uscendosene con progetti folli e cose simili. E ho pensato: 'ok, posso basare queste atmosfere sui corpi celesti'. Il Sole è caldo e diretto, quindi Songs to Sun sarebbe stato un album aggressivo, incalzante e pesante. La Luna è chiaramente il contrappunto del Sole, quindi più sfumata, cupa e delicata. Infine, per Songs to Earth, siccome la Terra ha due emisferi, una illuminata dal Sole e l'altra dalla Luna, l'idea è di avere solo due canzoni da 20 minuti ciascuna: una più pesante e più cupa e calma, in riferimento ai due album precedenti.

Per le atmosfere più cupe e melodrammatiche di Songs to Moon avete avuto fonti di ispirazione particolari che vi hanno guidato nella scrittura?

Sono sempre stato un fan del prog rock: classici come King Crimson, Van der Graaf Generator, Camel e ovviamente gruppi più recenti come gli Opeth e i Porcupine Tree. Ho sempre voluto portare questo aspetto nella musica degli Stone Jesus, sebbene alla fine non si possa suonare spesso certi brani in tour, perchè il pubblico vuole legittimamente che tu lo mantenga carico. Non puoi sederti dietro al Mellotron e suonare una ballata di 10 minuti lentissima e meditativa. In realtà però stavo scrivendo parecchia roba di questo tipo durante la pandemia. Ricorderete che all'inizio del lockdown tutti erano sotto shock e con l'umore piuttosto a terra. Non credo ci sia quindi da stupirsi. Inoltre, dato che non potevo provarle subito con i miei compagni, molte sono nate praticamente per essere suonare semplicemente con una chitarra acustica: una roba che in passato non avrei mai pensato per gli Stone Jesus. Seven Thunders Roar  e I'm the Mountain , ad esempio, sono nate così. Per me è stato molto naturale fare un passo indietro verso quella struttura e riprovarci. Dividendo il materiale in capitoli, mi sono detto: "Sì, ho un po' di canzoni che potrebbero andare in questo genere di album acustico". Ma allo stesso tempo non volevo rendere i dischi troppo simili tra loro. Ecco perché su Songs to Sun c'è una canzone che potrebbe funzionare su Songs to Moon, ovvero Lost in the Rain. È una ballata con un assolo trionfale ispirata ai Pink Floyd. Allo stesso modo nel nuovo album ci sono dei momenti aggressivi che avrebbero potuto funzionare sull'album precedente. 

Senti che l'etichetta affibiatavi di "stoner rock" sia diventata limitante? 

In tutta onestà non mi sono mai sentito a mio agio con l'etichetta stoner. Perché gli Stoned Jesus hanno iniziato come band doom metal; First Communion per me è doom al 100%. Poi abbiamo iniziato ad aggiungere altre componenti tra cui, certo, un po' di stoner, ma anche prog, grunge e altre cose. Persino alt rock o metal in The Harvest. Seven Thunders Roar è il nostro album più popolare, lo capisco...ma per me è stato solo uno dei gradini di una scala, un pezzo del puzzle. Per me è sempre stato fondamentale passare da un album all'altro senza mai ripetersi, cercando sempre cose nuove. Probabilmente perché, mentre crescevo, ho ascoltato generi musicali molto diversi tra loro: mio padre il rock classico, mia sorella maggiore l'eurodance degli anni '90 o roba del genere, a scuola i ragazzi mi passavano la cassetta dei System of a Down. E poi tutto si è fuso insieme. È stato piuttosto sorprendente per me quando, sette o otto anni fa, ho iniziato a prestare più attenzione a ciò che la gente scriveva sugli Stoned Jesus . Cose del tipo: "Oh, con questo album sono svenduti. Questo disco fa schifo". E io pensavo: "Secondo me no. Semplicemente non è stoner rock"

C'è un aspetto fondamentale che non hai mai voluto cambiare e pensi ti abbia accompagnato con la band fin dagli inizi?

Direi il punto di vista melodico. Mi sono ritrovato a scrivere riff cupi, ma comunque molto melodici e con un bel groove. Penso lo si possa trovare in qualsiasi album degli Stoned Jesus. Per dire, il riff di Blackwoods potrebbe stare su Pilgrims. E certi riff di Pilgrims, come il motore di Thessalia, potrebbero stare anche su First Communion. Di nuovo, secondo me il punto è che se ascolti un solo genere musicale, il passaggio da un album all'altro ti risulterà inevitabilmente straniante, finendo per fartelo odiare. Se invece ascolti molta altra musica e riesci a cogliere ciò che gli artisti stanno facendo e cosa vogliono ottenere con uno step successivo nella loro discografia, lo puoi apprezzare. Io come ascoltatore voglio sempre essere sorpreso. So che tipo di sound aspettarmi da un determinato artista, ma quando ascolto un nuovo album di Steven Wilson o dei Mastodon, ti chiedi: "Ok, sarà più pesante? più elettronico? più acustico? Più cupo? O magari sarà più radiofonico, con canzoni corte o cose del genere?". Però saranno pur sempre loro, capisci cosa intendo?

Dopo i cambiamenti di formazione del passato, ti sei trasferito in Europa, ti sei ricongiunto con il tuo vecchio amico Yurii alla batteria e hai accolto Andrew Rodin al basso. In che modo questa nuova stabilità ha influenzato il sound di questo album? E pensi che, come musicista ucraino, comporre musica lontano dal tuo paese d'origine cambi qualcosa?

Ci ha influenzato tantissimo perché siamo stati tutti colpiti dall'invasione russa dell'Ucraina. È un pensiero fisso che ti tiene depresso per un sacco di tempo. Seguo le notizie e cerco di condividere le informazioni con quante più persone seguono le nostre pagine. E chiaramente, anche se non ci pensi in modo attivo, influisce lo stesso sulla tua vita. Attraversi la strada, senti un rumore e cerchi un riparo, perché ti sei abituato a essere bombardato. È follia ed è una delle ragioni per cui la nostra musica si è fatta più cupa. Quando vedo commenti di utenti online come: "Mi mancano le canzoni allegre, come Here Comes the Robots o Electric Mistress" vorrei rispondere: "Eh sì, amico, quelle canzoni allegre sono state scritte prima che la mia patria venisse invasa da un altro paese". Per me è importante che negli Stoned Jesus ci siano musicisti ucraini come il nuovo batterista (Igor). Durante i tour facciamo raccolta fondi per il popolo ucraino: i soldi non vanno a qualche fondo o organizzazione, vanno direttamente alle persone che ne hanno bisogno. Forse, se qualcuno negli Stoned Jesus non fosse stato ucraino, si sarebbe opposto all'idea, o magari non l'avrebbe capita. Invece siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda: "non siamo solo musicisti. Abbiamo l'obbligo di spargere la voce e aiutare la nostra gente". Sarò per sempre riconoscente ai nostri fan per averci dato una mano: negli ultimi 2 anni di tour hanno donato oltre 25.000 euro, salvando un paio di vite. Ad ogni modo, penso che sia servito molto il fatto di aver girato e suonato tanto: quando siamo entrati in studio sapevamo già cosa fare con il materiale. Infatti i nuovi album sono stati registrati in pochissimi giorni. Per Songs to Sun avevo prenotato lo studio per 10 giorni, ma abbiamo finito tutto in 9, così l'ultimo giorno eravamo sdraiati in hotel con le valigie pronte. Poi il ragazzo dello studio ci chiama e fa: "Ma dove siete? Avete ancora un giorno a disposizione in studio!". Così abbiamo registrato la cover degli Hymn, Buried Alive by Love .

Programmi per il futuro prossimo? ci sarà un tour promozionale del disco?

È un po' particolare perchè per la prima volta da un po' di tempo a questa parte non andremo in tour per promuovere Songs to Moon, dato che siamo stati già in primavera in tour per Songs to Sun proprio assieme alla prog metal band finlandese Wheel — ragazzi fantastici, è stato un tour bellissimo —. Ora ci stiamo prendendo una pausa perché dobbiamo registrare il nuovo disco. È tutta colpa mia, mi sono cacciato da solo in questa situazione! Volevo fare questa trilogia facendo uscire un album ogni 12 mesi. Dobbiamo iniziare a lavorare adesso per finirlo prima di Natale. Poi, nel 2027, faremo un enorme tour, dove probabilmente suoneremo un po' di brani da ciascun album della trilogia. Al momento abbiamo solo quattro date in Francia verso Halloween — due festival e due concerti singoli — e quattro date nei Balcani all'inizio di dicembre con i Monolord. Non vedo l'ora!